L'intervista di gaglianocastelferrato.com
alla Dott.ssa Rosa Di Bella
(marzo 2005)
Rosa Di Bella è nata a Gagliano Castelferrato nel 1952. Diploma Magistrale presso le Orsoline dell'Istituto "Lucia Mangano di S. Giovanni La Punta (CT) . Laurea in Pedagogia presso l'Università di Catania con una tesi su Luigi Stefanini. Dal 1979 al 1987 è direttore della Biblioteca comunale di Gagliano Castelferrato (carica a cui accede per concorso). Nel 1989, fonda il Cenacolo di storia patria gaglianese e Valle del Salso Cimarosa. E' direttore editoriale del trimestrale la Rocca, bollettino dei gaglianesi del nord-Italia (1992). Nel 1994, fonda il Memorial Luigino Grippaldi, mostra storico-fotografica di vita gaglianese, che riscuote grande successo e si protrae per nove edizioni. Subito dopo la celebrazione del VII centenario del trattato di Caltabellotta al circolo della stampa di Milano (2002), converte il Cenacolo gaglianese in Cenacolo di storia patria di Enna e provincia e lincremento territoriale del Centrosicilia. Nel 2003 fonda il premio internazionale Sicilia Proserpina. E iscritta allordine dei giornalisti della Lombardia.
Domanda. Come prima cosa ci piacerebbe che lei iniziasse con una piccola ma appassionata descrizione di Gagliano Castelferrato.
Risposta. Cari Filippo e Leana, fiumi di inchiostro sono stati versati nella descrizione di questa città e parecchie pagine occorrerebbero per ridescriverla in maniera mia personale. Vi dico solamente che il sito ove Gagliano è ubicato è conosciuto sin dalla età pre-ellenica ed è stato partecipe, per la sua posizione strategica, degli eventi più significativi della storia antica della Sicilia. Sicuramente visitata dai condottieri che con le loro gesta costruirono le basi per limportanza che ebbe la Sicilia nellepoca romana ed al tempo delle guerre puniche. Infatti, fu da sempre luogo darmi, terra di grano e maggesi, passaggio obbigato di pellegrini e viandanti, centro di commercio di animali e prodotti della pastorizia, luogo abitato ove si conosceva larte della tessitura (prova ne sono i pesi fittili che sono stati trovati nei suoi dintorni). Chiamata porta degli Erei, ha un territorio collinare ed alto collinare ubertoso e fertile, bagnato oltre che da fiumi a carattere torrentizio, da un fiume mitologico e cioè il Salso Cimarosa, chiamato nellantichità da Polibio "il Ciamasoro", che, oltre a delimitare il territorio con la vicina Agira, dava il limite tra il Val di Noto ed il Val Demone; ed infatti Gagliano fu in passato anche terra di frontiera. Quindi città importantissima anche per questo in quanto luogo di dogana per le entrate e le uscite delle merci, per il passaggio del bestiame, che, in transumanza dalle zone nebroidee, veniva portato a valle a pascolare. Non faccio cenno alle bellezze paesaggistiche e architettoniche nè archeologiche, nè tantomeno proseguo nella descrizione, perchè non finiremmo più!
D. E se dovesse descrivere i gaglianesi, quali parole userebbe?
R. La mia gente, i miei concittadini appartengono ad una stirpe che viene da lontano nel tempo.E' un popolo ricco di saggezza, solidarietà, semplicità. In passato e nemmeno in tempi recenti, non ha sopportato il soppruso e langheria, ha accolto gli invasori-liberatori americani che attraversavano il paese nellultimo conflitto mondiale offrendo vino, dolci e fiori! E seppur gente fiera e di animo nobile è stata illusa negli anni sessanta quando un certo tipo di interessi politico-industriali spogliarono la città (con linvenzione della fabbrica) delle sue tradizioni agricolo-artigianali che regnavano da secoli, creando un fantasma industriale che una volta fallito, come una bolla di sapone, ha lasciato il paese senza nè arte e nè parte. In ogni caso, come è stato in altre epoche, Gagliano si saprà riprendere. Per una città che ha storia, la salita è meno irta.
D. Cosa spinge un emigrato a conservare la dedizione al proprio paese?
R. La dedizione per il proprio paese è uguale per tutti. Il poeta latino Ovidio scrisse: il suolo natio ci attrae a sè con una inneffabile dolcezza, ci guida e non ci permette di dimenticarlo mai.
D. Cosa non si trova in un luogo diverso da quello in cui si è cresciuti?
R. Semplicemente la familiarità del mondo che ci circonda. Si, non si trova la familiarità. E poi, a dire il vero, tutto il mondo è paese, e come ha dimostrato L. Lorenz, il patre delletologia, piano piano lambiente in cui si vive ci plasma, e tutti noi assieme plasmiamo lambiente.
D. Cosa cambia nella percezione del proprio paese quando lo si vede da lontano? Cosa cambierebbe a Gagliano?
R. Cambia il punto di vista, il punto di osservazione, quindi cambia la logica delle cose. Cosa cambierei a Gagliano? Sicuramente un certo tipo di mentalità che a sua volta è figlia di atteggiamenti che un certo tipo di classe politico-dirigente ha volutamente mantenuto, lasciando alcuni ceti sociali con gli occhi bendati.
D. Dal punto di vista culturale, in cosa è cambiato Gagliano da quando ci viveva lei?
R. Culturalemente la città è cresciuta notevolmente a 360°. Lemigrazione rimane uno dei grandi mali per lulteriore crescita. La disistima nei confronti dellambiente è una mentalità decisamente da eliminare dalla testa dei giovani. Ci riusciremo?
D. Lei pensa che il patrimonio culturale di Gagliano sia sufficientemente valorizzato?
R. Assolutamente no! Ci lasciò detto Cicerone ignorare quello che prima di noi è avvenuto è lo stesso che essere sempre bambini.
D. Qual è la manifestazione che lei ha organizzato e che ricorda con più piacere?
R: Tutte perchè le ho realizzate con il cuore. Le nove edizioni del memorial Luigino Grippaldi e Un secolo di scuola a Gagliano, per la presenza di insegnanti che furono educatori dei nostri genitori, furono sicuramente le più toccanti per i gaglianesi.
D. "Nemo profeta in patria". E' daccordo con questo detto? Com'è il rapporto con i Gaglianesi?
R. Quasi sempre si. Il rapporto con i concittadini è di totale apprezzamento e stima nei loro confronti. Con la mia città è di amore profondo, a tal punto che, dopo ventidue anni dal mio trasferimento in Lombardia, mantengo la residenza a Gagliano.
D. Non capita tutti i giorni di avere un'esperta di storia patria a portata di mano. Quindi ne approfittiamo per farle qualche domanda più tecnica. Qual'è stato il periodo storico più bello nella storia di Gagliano?
R. Solo per questa domanda bisognerebbe scrivere un libro interminabile e non è possibile. Gagliano ha un percorso storico come poche città. Ragazzi, vi voglio fare sognare. Ascoltatemi: immaginate che il nostro presidente della Repubblica venga a Gagliano a trovare ufficialmente il Sindaco e che, poi, assieme vadano in un paese vicino a presenziare un avvenimento importante. Bene, cari ragazzi, in passato accadevano nel nostro paese cose di questo genere. Sappiate che Gagliano aveva un tempo Signori feudali talmente importanti che poteva accadere, come accadde spesso, che, ad esempio, il Vicerè Giovanni Della Cerda Duca di Medinacili pernottasse nel castello di Gagliano ospite dei conti Vincenzo Galletti e Antonia Centelles e, quindi, con loro si recasse a Cerami (3 dicembre 1564) a battezzare Alvaro, figlio del conte Giovanni Ortega De Amaya, signore della città dellennese.
D. Qual è l'opera d'arte che più le piace nel nostro paese?
R: I ruderi del castello incastonati nella rocca. Grande emozione provo per la statua di S. Antonio Abate, un tempo nellomonima chiesa ed oggi allAnnunziata, opera di Antonio Saliba cognato di Antonello da Messina. Opera darte austera e ben conservata, salvata miracolosamente nellincendio del 1926, che distrusse in parte la chiesa e il convento di S. Antonio.
D. Nel corso dei secoli, diverse opere d'arte e di architettura sono state distrutte da guerre o per lasciare posto ad altre opere. Tra le tante opere d'arte che non ci sono pervenute, per quale di esse avrebbe volentieri pagato milioni di euro pur di vederla ancora al suo posto?
R. Gagliano ha perso per ignavia, ignoranza e qualche calamità il 70% delle sue opere; quindi, bisognerebbe fare un lungo elenco. Sicuramente monastero e chiesa delle Grazie (distrutte nel 1943), ospedale e chiesa di S. Bartolomeo, nonchè le artistiche stazioni della via crucis (ideate dal grande architetto Vincenzo Marvuglia) sul piazzale del convento di S. Maria di Gesù sono perdite di inestimabile valore per tutti.
D. Nei suoi libri parla spesso di personaggi di spicco nella storia di Gagliano. Qual è, secondo lei, il più importante di tutti?
R. Tutti sono importanti, nessuno indispensabile. Il conte Puy-Richard il più potente, Ruitz De Liory il più estroso, Antonia Centelles la più munifica, Ottavio Castelli leroe, Lacellotto Ferdinando Castelli il più romantico, Cataldo Larcieri il paladino, Cataldo Cavallaro il genio, Filippo Lo Giudice lultimo grande condottiero...
D. Lei non lo sa ancora, ma in assoluto le sue opere sono le più richieste al nostro indirizzo di email. Tutti ci domandano come si può fare ad acquistarle. Vogliamo approfittarne per dare una risposta ai nostri lettori: come fa ad acquistare le sue pubblicazioni chi vive all'estero?
R. Fare richiesta alla rivendita Cocuzza di Gagliano Castelferrato oppure in qualsiasi libreria italiana menzionando autore e casa editrice.
D. A parte i suoi, quale libro, secondo lei, non può assolutamente mancare nella biblioteca di un Gaglianese?
R. "Folklore galarino" di Giuseppe Brancatelli.
D. Non le sembra triste che per i libri di altri autori Gaglianesi, ormai introvabili, non si sia mai pensato ad una ristampa o, quantomeno, ad un'edizione critica, ad un aggiornamento?
R. E sicuramente tristissimo.
D. Qual è la sua prossima attività? La rivedremo di nuovo all'opera a Gagliano?
R. Continuo a fare al nord la stessa attività di prima, convegni, giornalismo, scrivo libri. Preparo annualmente il premio Sicilia-Proserpina che si svolge a Caravaggio (città gemellata storicamente con la Sicilia). Alla domanda "la rivedremo allopera a Gagliano?" rispondo: mai dire mai.
D. Sta scrivendo un nuovo libro? Ci vuole anticipare qualcosa?
R. Quattro in cantiere. Due sullennese, uno sul centrosicilia, il quarto è il secondo volume di Di volta in volta.
Grazie e alla prossima!
(intervista a cura della Dott.ssa Leana Bisignano e del Dott. Filippo Stanco)
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Autore: Rosa di Bella Titolo: Di volta in Volta - Memorie storiche e uomini illustri della Signoria e Città di Gagliano Castelferrato Edizioni Martorina - Ispica, Ragusa
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Autore: Rosa Di Bella Titolo: Gagliano Castelferrato - Il lungo cammino di un popolo. Storia dalle origini di Galaria alla visita di Enrico Mattei Papiro Editrice, Enna 1997.
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| Autore: Rosa Di Bella Titolo: Cenni sulla fondazione della banda civica musicale di Gagliano Castelferrato Edizioni Archivio storico Gaglianese "Cataldo Cavallaro"
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Autore: Rosa Di Bella Titolo: Storia, Arte, Cultura e Tradizioni a Gagliano Castelferrato Edizioni Cenacolo di Storia Patria "Lancillotto Ferdinando Castelli"
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