| Domenica 13 marzo 2005 il Sac. Giuseppe La Giusa si è congedato dalla parrocchia di S. Margherita M.A. all'Immacolata per andare a dirigere la comunità parrocchiale di Nissoria. Dalla cerimonia intensa e partecipata, riportiamo uno dei saluti che sono stati rivolti al parroco.
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Eccoci qua, non posso crederci eppure è vero!
Non ci sono parole per descrivere limpegno e lo zelo
pastorale del nostro amico e amato parroco Don Giuseppe La Giusa. E stato con
noi e per noi una persona splendida. Attento, delicato, premuroso verso tutti ma,
cosa più importante, ha servito fedelmente la Chiesa santa di Dio, ha saputo farci
gustare e apprezzare la liturgia. Ha preteso lascolto e la partecipazione alle
funzioni religiose, specialmente la domenica che è il giorno del Signore e del cristiano.
Ci ha insegnato cosa significa avere fede e cosa significa
crescere nella fede. Grazie alla sua catechesi anche noi sappiamo per quale
motivo Gesù è morto in croce e qualè la vetta più alta che ogni cristiano deve
raggiungere. Oggi, in un mondo in cui prevale lio personale ci ha fatto capire che
la vetta più alta da raggiungere è Cristo, morto e risorto per noi. Domenica scorsa mi
ha colpito la lettera di S. Paolo apostolo agli Efesini in pezzo in cui diceva
cercate ciò che è gradito al Signore, non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente,
poichè di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso anche parlarne e
chi ha orecchie per intendere, indenda. No, non sono parole mie, è Parola di
Dio.
In questi cinque anni possiamo dire in tutta sincerità che
il nostro parroco ha dato a noi più di quanto abbia ricevuto, è stato il nostro
battistrada come Giovanni il Battista che preparava il popolo alla venuta del Signore.
Purtroppo però dai gaglianesi ha ricevuto critiche, calunnie, più volte è stato
contrastato, deluso e amareggiato. Ha saputo combattere testimoniando il Vangelo con
umiltà e fede a Dio e al suo ministero.
Più volte nelle scritture abbiamo sentito queste parole
chi si esalta, sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. Diciamolo pure
ai quattro venti, quella gente non ha avuto la sua testa come lo è stato per Giovanni
Battista ma, anzi, quelle umiliazioni hanno portato un premio a Don Giuseppe! A noi viene
tolta la sua presenza, quella grazia di Dio che non abbiamo saputo cogliere, ma siamo
felici per lui perchè và a dirigere la bella comunità parrocchiale di Nissoria, quindi
è stato valorizzato come nessunaltro merita!.
A lei Don Giuseppe facciamo i nostri migliori auguri. Non ci
dimentichi mai, perchè lei sarà sempre nei nostri cuori.
A noi dellImmacolata non ci resta che confidare nel
Signore. Ci rimettiamo alla decisione del nostro Padre Vescovo per fa si che si attui il
progetto che ha in mente per le chiese della nostra Diocesi, anche se esso comporta il
distacco e la rinuncia a ciò che a noi è più caro.
Di nuovo fervidissimi auguri da tutti noi e la grazia e la
benedizione laccompagni sempre ovunque lei vada e in qualsiasi circostanza si
trovi.
Felicetta Leanza