Mysterium Crucis

Unita' Pastorale Gagliano Castelferrato
Circolo Culturale "La Fionda"

ostensione di tre Crocifissi

Chiesa di Santa Maria di Gesu'
Gagliano Castelferrato


22 - 29 marzo 2014 ore 17,00 - 20,00
30 marzo 2014 ore 10,30 - 12,30 e 17,00 - 20,00

 

L'arte per la contemplazione

22 marzo 2014 ore 19,30

 

Crocifisso Chiesa Santa Maria di Gesu'

Autore ignoto, legno scolpito, intagliato e dipinto

Le uniche informazioni in nostro possesso derivano da:
A) Rosolino la Mattina e Felice dell'Utri, che attribuiscono l'opera ad una derivazione dell'arte di Frate Umile da Petralia databile al XVII sec.
B) Diocesi di Nicosia che nella sua ultima ricognizione artistica lo attribuisce alla bottega siciliana del XVIII sec.


Il crocifisso colpisce subito per la sua posa composta, appeso con le braccia quasi tese, il corpo sembra ricadere sulle gambe; sul costato oltre ai dettagli anatomici ben definiti si legge la ferita impressa dalla lancia. Sulle cosce scivola con morbide pieghe il panneggio, fermato sul fianco destro da un unico rigido lembo. Gesu' e' rappresentato ormai morto; lo si intuisce dal volto scavato, dal capo lievemente inclinato e piegato in avanti, dagli occhi chiusi e dallo schiudersi della bocca. La figura e' intagliata con grande attenzione ai dettagli anatomici ed e' ben proporzionata. Il corpo non presenta i segni della flagellazione, mentre verosimilmente ne rappresenta quelli della via crucis. L'atto dello spirare, cosi' come i recenti studi sindonici lo hanno descritto, e' perfettamente rappresentato dallo scultore sia nei muscoli addominali come anche nella posizione della gabbia toracica. Ad impreziosire l'intera scultura un angelo della tipologia "Angeli lacrimanti", regge il cartiglio della croce, costituendo un prezioso elemento artistico-teologico della scultura. Infatti l'osservatore resta attratto da questa componente che costituisce la lettura teologica del Dio morto e risorto.

 

 

Crocifisso Chiesa Sant'Agostino

Autore ignoto, legno scolpito, intagliato e dipinto

L'unica informazione documentata e' quella della Diocesi di Nicosia, che nella sua ricognizione dei beni attribuisce l'opera a bottega siciliana del XVIII sec. Il crocifisso della chiesa di Sant'Agostino appartiene alla tipologia dei "crocifissi dolorosi". Gesu' e' raffigurato morto, con il volto segnato dalla sofferenza, gli occhi chiusi e la bocca socchiusa, come se avesse appena esalato l'ultimo respiro. La figura e' intagliata con attenzione ai dettagli anatomici. Tutto il corpo, ricoperto da ferite sanguinolente, esibisce i segni della tortura, come le sferzate del flagello, le ferite provocate dalle corde ai piedi e ai polsi, le ferite provocate dalla via crucis e la ferita sul costato da cui sgorga un fiotto di sangue. Si tratta di un'interpretazione del tema che, pur senza raggiungere gli accenti espressionistici di certi Cristi dolorosi, risponde alla sensibilita' religiosa propria degli ultimi secoli del Medioevo, orientata alla contemplazione della passione e delle sofferenze patite da Cristo per la salvezza dell'uomo.

 

 

Crocifisso Chiesa San Giuseppe

Autore ignoto, legno scolpito, intagliato e dipinto

Da una leggenda tramandata verbalmente pare che il crocifisso provenga dalla vecchia chiesa di Santa Maria Lo Piano. L'unica informazione documentata e' quella della Diocesi di Nicosia che nella sua ricognizione dei beni diocesani attribuisce l'opera a bottega siciliana del XVIII sec. Per i gaglianesi e' il crocifisso per antonomasia, che si porta in processione il venerdi' santo. La figura e' scolpita con grande attenzione per i dettagli anatomici, soprattutto nell'ossatura della cassa toracica, dove le costole attaccate allo sterno e quelle libere, fortemente incise, affiorano sotto la pelle. Degni di nota sono le gambe e i polpacci dove si vedono affiorare vene ed arteriein tensione dovuta allo spasimo dell'agonia e all'incipiente rigor mortis. Nonostante la presenza di alcuni dettagli piu' crudi, come le tracce della colatura del sangue lungo le braccia ed alla ferita del costato, gli accenti drammatici dei crocifissi trecenteschi sembrano qui attenuati e riassorbiti in un'immagine di dolore muto e composto.

 

 

 

 

 

La sala proiezioni

 

 

L'arte per la contemplazione

22 marzo 2014

foto della serata